Una squadra nella squadra: viaggio all’interno dello staff tecnico azzurro

In campo vanno i giocatori, vero. Come è altrettanto vero che a prendersi la responsabilità è sempre l’allenatore: un fenomeno quando si vince, un “brocco” quando si perde. Ma dietro ai risultati di una squadra c’è molto altro: c’è uno staff che lavora e cura ogni dettaglio, un team che, nello sport moderno, riveste un ruolo fondamentale. Ed è chiamato a fare la differenza tanto quanto coloro che scendono in campo.

Ferri – Gianfranco Angelini può contare su collaboratori di livello. A partire da Nicola Ferri: “Sono una persona seria e sincera, e vengo apprezzato per questo. Ciccio mi ha subito dimostrato stima: si fida delle mie idee sulla gestione della squadra”. Per Nicola una vita con il club partenopeo: “Tredici anni qui? Vuol dire che, oltre al legame affettivo, c’è grande rispetto per il lavoro che svolgo e per la professionalità con cui lo svolgo. Anche perché il presidente non regala niente a nessuno – sottolinea -. Finché mi sentirò una pedina fondamentale per squadra e società sarò onorato di rappresentare la mia città e di lottare per vincere trofei. I matrimoni si fanno sempre in due…”.

Due come i ruoli ricoperti da Ferri: vice allenatore della prima squadra, ma anche tecnico dell’Under 19. “Stiamo facendo bene, per questo ringrazio i miei stretti collaboratori Antonio Longobardi ed Enzo Polverino. Lavoro con quasi tutti ragazzi del 2008, vederli esordire in Serie A è ciò che più mi rende felice. L’obiettivo è formare elementi che possano essere aggregati stabilmente in prima squadra”.

Cipollini – Doppio ruolo per Nicola Ferri, doppio ruolo per Cristian Cipollini, che agisce sia da match analyst che da preparatore atletico. “Il rapporto con il mister è ottimo, c’è tanto confronto con lui e con tutto lo staff: lavoriamo in sinergia sotto tutti i punti di vista. Poter scambiare opinioni con uno della sua esperienza è fondamentale per me, che sono all’inizio della mia carriera sportiva”. Dal rapporto con Angelini al mese di stop per l’Europeo: “Abbiamo dato una settimana di riposo a tutti, visto il tour de force affrontato tra la fine del 2025 e l’alba del 2026. Alla ripresa – spiega Cipollini – il gruppo ha spinto, e continuerà a farlo anche nei prossimi giorni. È un’occasione importante per andare a rinforzarsi sotto il punto di vista atletico e farsi trovare pronti quando conterà. Obiettivi? Arrivare integri nei momenti decisivi”, aggiunge l’ex Meta, che poi conclude con un messaggio chiaro. “Parte fisica e video analisi sono strumenti importanti per il percorso di una squadra all’interno di una stagione ricca di impegni”.

Gaglione – A completare la “triade” a disposizione di Angelini c’è Alessandro Gaglione: “Lavorare in una società ambiziosa come il Napoli significa confrontarsi ogni giorno con standard altissimi. Qui nulla è lasciato al caso: c’è una grande storia alle spalle, una tifoseria esigente e una società che punta sempre a migliorarsi. Questo ti responsabilizza, ma allo stesso tempo ti stimola a dare il massimo, a crescere professionalmente e a condividere un obiettivo comune: condurre il Napoli dove merita”. Il preparatore dei portieri si sofferma poi sul lavoro portato avanti sul campo: “Fin dal mio arrivo abbiamo impostato un percorso basato su programmazione, attenzione ai dettagli e continuità. Ci stiamo concentrando sia sull’aspetto tecnico che su quello atletico e mentale, cercando di migliorare ogni giorno piccoli particolari che, nel ruolo del portiere, fanno davvero la differenza. Un bilancio? Sono soddisfatto del rendimento espresso finora, ma soprattutto dell’atteggiamento che i ragazzi mostrano quotidianamente. C’è grande senso di responsabilità e voglia di crescere. È evidente che c’è sempre del margine di miglioramento, ma è proprio questo che ci spinge a non accontentarci mai”. Alessandro sa di poter contare su un parco portieri di livello: “Jurij, Andrea e Giuseppe sono stati molto disponibili sin dal primo giorno, mettendo alla base del nostro rapporto la fiducia e il confronto continuo. Credo molto nell’importanza del dialogo e dell’aspetto umano: il portiere è un ruolo particolare, che vive momenti di grande pressione e solitudine, e per questo è fondamentale creare un ambiente sereno, in cui l’atleta si senta supportato e libero di esprimersi. Spesso un singolo episodio può condizionare il giudizio e l’umore, quindi è fondamentale lavorare non solo sulla tecnica, ma anche sull’equilibrio emotivo, aiutando i ragazzi a mantenere fiducia, concentrazione e lucidità in ogni situazione”. Un incarico complesso e ricco di sfaccettature: “Un altro aspetto delicato è la gestione della competizione interna. Bisogna saper valorizzare tutti i portieri, mantenendo alto il livello di motivazione anche di chi gioca meno, facendo sentire ciascuno parte integrante del progetto – chiosa Gaglione -. Questo richiede sensibilità, dialogo e grande attenzione alle dinamiche di gruppo”.

In collaborazione con Calcio a 5 Live

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